Riporto qualche stralcio di un articolo de ilsole24ore. Articolo Completo.
Il 15% delle famiglie non arriva a fine mese, il 50% vive con 1.900 euro al mese. Sono le famiglie in cui sono presenti figli minori e quelle composte da persone sole quelle più esposte a condizioni di disagio e più spesso in ritardo nei pagamenti. Il quadro emerge dal Rapporto annuale dell'Istat sulla situazione del Paese presentato alla Camera dei deputati. Il rapporto specifica che il reddito netto delle famiglie residenti in Italia nel 2005 é pari in media a 2.300 euro mensili, inclusi gli effetti dei trasferimenti monetari - circa 700 euro al mese (se si includono i fitti imputati delle abitazioni - quasi 450 euro - il reddito netto mensile sale a 2.750 euro). Le famiglie in cui il principale percettore é una donna guadagnano, in media, il 27 per cento in meno rispetto alle altre. In particolare, le famiglie composte da donne anziane sole, nel 2005, hanno percepito un reddito netto medio inferiore ai 12 mila euro (995 euro mensili)...
Ampia forbice fra i redditi di Nord e Sud. Profonde e persistenti le differenze sul territorio: il reddito delle famiglie del Mezzogiorno è pari a circa tre quarti di quello delle famiglie del Centro-nord. Se nel calcolo del reddito si comprendono anche i fitti imputati, le differenze territoriali risultano addirittura maggiori.Secondo i dati, il 20% delle famiglie con i redditi più bassi percepisce circa l'8 per cento del reddito totale, mentre il 20% delle famiglie con i redditi più elevati percepisce una quota pari a circa il 38% e ha un reddito medio circa cinque volte superiore.
Le retribuzioni crescono poco. Le retribuzioni in Italia crescono decisamente meno che in altri paesi europei. In 10 anni, dal 1995 al 2006, le retribuzioni orarie reali sono aumentate infatti del 4,7% a fronte di una crescita cinque o sei volte più consistente registrata in Francia e in Svezia. In linea con quelli italiani, invece, gli aumenti registrati in Spagna, Paesi Bassi, Germania. Particolarmente contenuto anche lo sviluppo della produttività del lavoro. Nel periodo considerato, infatti, è cresciuta di appena il 4,7%, mentre la media dell'Unione europea a 15 segna un aumento del 18 per cento.
Aumenta il peso dei mutui. L'onere dei mutui pesa molto sul portafoglio delle famiglie italiane. Il 13% delle famiglie sopporta gli oneri di un mutuo per l'abitazione di proprietà (erano il 12% nel 2004) e paga una rata (comprensiva degli interessi e della quota di rimborso del capitale) di 559 euro al mese. Rata che, mediamente, era di 469 euro nel 2004, con un'incidenza sul reddito salita dal 16,5 al 19,2 per cento. Nel complesso, le spese per l'abitazione di queste famiglie "ammontano a 811 euro al mese (da 702 nel 2004), con un'incidenza sul reddito passata dal 24,7 al 27,9%". A pagare le conseguenze degli aumenti, per l'Istat, sono principalmente le coppie più giovani.
Disoccupazione in calo, ma aumentano gli inattivi. Cala la disoccupazione, ma non aumenta significativamente il tasso di occupazione: si allarga, semplicemente, l'area di inattività, spesso legato alla rinuncia a trovare un'occupazione. Secondo l'Istat nel 2007 coloro che si sono mostrati interessati a lavorare ma scoraggiati nella ricerca di un'occupazione sono stati quasi tre milioni, circa 318mila unità in più rispetto al 2004. Tra chi cerca lavoro comunque l'intensità della ricerca è maggiore a Centro nord rispetto al Sud. La ricerca del lavoro rimane prevalentemente affidata ai canali informali: conoscenti, amici e parenti cui ricorre il 76% dei disoccupati. Il ricorso ai centri per l'impiego e alle Agenzie per il lavoro riguarda circa un terzo dei disoccupati. Pochi inoltre coloro che trovano lavoro tramite i centri per l'impiego. Nel biennio 2005-07 il servizio pubblico è riuscito a collocare 95mila persone, solo il 4,1% di coloro che vi si sono rivolti.
Sixto Rodriguez, la favola di Sugar Man
12 anni fa
1 commento:
RIVOLUTION!
Hasta la victoria, siempre!
Che merda di paese.
Grazie degli interessanti post, in particolare della campagna Italia Dei Valori contro lo scandalo tassa-salvafede. Non ne ero a conoscenza. Ho aggiunto il banner al mio blog.
Un saluto
Posta un commento