mercoledì 28 maggio 2008

Famiglie in difficoltà.

Riporto qualche stralcio di un articolo de ilsole24ore. Articolo Completo.

Il 15% delle famiglie non arriva a fine mese, il 50% vive con 1.900 euro al mese. Sono le famiglie in cui sono presenti figli minori e quelle composte da persone sole quelle più esposte a condizioni di disagio e più spesso in ritardo nei pagamenti. Il quadro emerge dal Rapporto annuale dell'Istat sulla situazione del Paese presentato alla Camera dei deputati. Il rapporto specifica che il reddito netto delle famiglie residenti in Italia nel 2005 é pari in media a 2.300 euro mensili, inclusi gli effetti dei trasferimenti monetari - circa 700 euro al mese (se si includono i fitti imputati delle abitazioni - quasi 450 euro - il reddito netto mensile sale a 2.750 euro). Le famiglie in cui il principale percettore é una donna guadagnano, in media, il 27 per cento in meno rispetto alle altre. In particolare, le famiglie composte da donne anziane sole, nel 2005, hanno percepito un reddito netto medio inferiore ai 12 mila euro (995 euro mensili)...


Ampia forbice fra i redditi di Nord e Sud. Profonde e persistenti le differenze sul territorio: il reddito delle famiglie del Mezzogiorno è pari a circa tre quarti di quello delle famiglie del Centro-nord. Se nel calcolo del reddito si comprendono anche i fitti imputati, le differenze territoriali risultano addirittura maggiori.Secondo i dati, il 20% delle famiglie con i redditi più bassi percepisce circa l'8 per cento del reddito totale, mentre il 20% delle famiglie con i redditi più elevati percepisce una quota pari a circa il 38% e ha un reddito medio circa cinque volte superiore.

Le retribuzioni crescono poco. Le retribuzioni in Italia crescono decisamente meno che in altri paesi europei. In 10 anni, dal 1995 al 2006, le retribuzioni orarie reali sono aumentate infatti del 4,7% a fronte di una crescita cinque o sei volte più consistente registrata in Francia e in Svezia. In linea con quelli italiani, invece, gli aumenti registrati in Spagna, Paesi Bassi, Germania. Particolarmente contenuto anche lo sviluppo della produttività del lavoro. Nel periodo considerato, infatti, è cresciuta di appena il 4,7%, mentre la media dell'Unione europea a 15 segna un aumento del 18 per cento.


Aumenta il peso dei mutui. L'onere dei mutui pesa molto sul portafoglio delle famiglie italiane. Il 13% delle famiglie sopporta gli oneri di un mutuo per l'abitazione di proprietà (erano il 12% nel 2004) e paga una rata (comprensiva degli interessi e della quota di rimborso del capitale) di 559 euro al mese. Rata che, mediamente, era di 469 euro nel 2004, con un'incidenza sul reddito salita dal 16,5 al 19,2 per cento. Nel complesso, le spese per l'abitazione di queste famiglie "ammontano a 811 euro al mese (da 702 nel 2004), con un'incidenza sul reddito passata dal 24,7 al 27,9%". A pagare le conseguenze degli aumenti, per l'Istat, sono principalmente le coppie più giovani.

Disoccupazione in calo, ma aumentano gli inattivi. Cala la disoccupazione, ma non aumenta significativamente il tasso di occupazione: si allarga, semplicemente, l'area di inattività, spesso legato alla rinuncia a trovare un'occupazione. Secondo l'Istat nel 2007 coloro che si sono mostrati interessati a lavorare ma scoraggiati nella ricerca di un'occupazione sono stati quasi tre milioni, circa 318mila unità in più rispetto al 2004. Tra chi cerca lavoro comunque l'intensità della ricerca è maggiore a Centro nord rispetto al Sud. La ricerca del lavoro rimane prevalentemente affidata ai canali informali: conoscenti, amici e parenti cui ricorre il 76% dei disoccupati. Il ricorso ai centri per l'impiego e alle Agenzie per il lavoro riguarda circa un terzo dei disoccupati. Pochi inoltre coloro che trovano lavoro tramite i centri per l'impiego. Nel biennio 2005-07 il servizio pubblico è riuscito a collocare 95mila persone, solo il 4,1% di coloro che vi si sono rivolti.

Assenze alla camera

Il parlamento è andato sotto su un proprio emendamento perchè mancavano circa 80 deputati del PDL e 12 della Lega.

Di questi 90 deputati circa, la metà circa era in missione mentre la metà era assente. Io mi domando dove sono questi assenti. Io se manco un giorno devo avvisare in anticipo, portare certifcati e giustificarmi e loro che sono anche miei dipendenti (una parte del loro stipendio lo pago io con le mie tasse) dove erano?

venerdì 23 maggio 2008

Cose sparse

Ho letto su republica.it un po' di news interessanti:

Sul fronte fonti rinnovabili di energia il 2007 ha visto il sorpasso dell'eolico sul nucleare. Puntare sulle fonte rinnovabili è necessario per poter eliminare il cordone ombelicale che ci lega a petrolio e gas.

Il premier perde il pelo ma non il vizio. Su alcuni decreti legge fondamentali per il paese sono state infilate delle norme che sembrano essere fatte a uso e consumo del cavaliere come l'ennesimo salvataggio di Rete4. E intanto noi paghiamo i soldi per la moratoria della comunità europea per il non rispetto delle sentenze della comunità riguarda la sentenza per l'assegnazione delle frequenze di Rete4 a Europa7.

Abolizione dell'ICI. L'ICI è stato abolito e così a pagare non saranno più solo i posessori di case, ma tutti l'italiane perchè i soldi al comune di residenza devono essere rifinanzianti dallo stato o in alternativa tramite l'addizionale comunale che ricade sulle tasche di tutti dai proprietari agli affituari.

mercoledì 21 maggio 2008

Senato, casse vuote. E chi paga siamo sempre noi.

Ho letto questo articolo di CARMELO LOPAPA su Repubblica.it

http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/politica/redditi-parlamentari/troppi-trf/troppi-trf.html

Mamma mia se mi girano, 8 milioni di Euro di buco che deve pagare lo stato cioè noi. Il giornalista dice che "Troppo facile puntare l'indice sui costi della casta", ma probabilemente le pensioni che si è dovuto esborsare corrispondono ad un alto compenso percepito dai senatori. I costi del parlamento, a mio parere, non sono equiparati a giusti diritti e doveri.

martedì 6 maggio 2008

Bombardamento Mediatico.

Ho guardato il TG5 ieri sera e mi sono trovato di fronte ad un bombardamento di notizie di violenza spaventosa. Quello che temo è che vogliano usare lo strumento mediatico per infarcire le nostre teste di paura e timore in modo da spingerci a accettare delle decisioni impopolari ma che possano garantire in qualche modo la sicurezza.

Verificherò nei prossimi giorni.

lunedì 5 maggio 2008

V2 - Day

Ci sono stato.

Ho firmato i 3 referendum, come mi ero prefissato di fare.
Queste iniziative popolari mi sembrano la forma di governo più democratica che ci sia al mondo, se i politici la utilizzassero per raccogliere il volere di chi ha votato la loro coalizione (visto che al momento un candidato non è dato votarlo) su quegli aspetti legislativi che coinvolgono più direttamente le gente comune sicuramente l'ondata di antipolitica sarebbe più attenuata.
L'idea che si ha della politica oggi giorno, secondo me, è di una casta di persone che si fa eleggere per farsi i propri comodi e non certo per fare il bene del paese.

Comunque anche questa volta il VDay è stato trattato dai media, dove trattato si può considerare un eufemismo, come un evento negativo e anche Annozero che ha trattato con approfondimento la giornata del 25 aprile è stato demonizzata e Santoro probabilmente è un passo più vicino alla chiusura della sua trasmissione.

Atttendo ancora di capire se le firme raccolte sono sufficienti ad appoggiare i referendum anche se credo che se Beppe li consegnerà in questo governo saranno ampiamente non considerati.
Vedremo...